25
FEB
2014

Land by Seamus Heaney in versione italiana

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Land by Seamus Heaney in versione italiana

I

I stepped it, perch by perch.

Unbraiding rushes and grass

I opened my right-of-way

through old bottoms and sowed-out ground

and gathered stones off the ploughing

to raise a small cairn.

Cleaned out the drains, faced the hedges

Often got up at dawn

To walk the outlying fields.

I composed habits for those acres

so that my last look would be

neither gluttonous nor starved.

I was ready to go anywhere.

 

La percorsi passo per passo.

Districando giunchi ed erba

Creai il mio diritto d’accesso

Attraverso vecchi fondi e terra seminata

E raccolsi pietre dall’aratura

Per innalzare un piccolo tumulo.

Ripulì i canali, affrontai la vegetazione

Spesso sveglio all’alba

Per percorrere campi remoti.

Diventai così avvezzo a quei terreni

Che il mio ultimo sguardo non era

Né ingordo né affamato.

Ero pronto ad andare ovunque.

 

II

This is in place of what I would leave

Plaited and branchy

On a long slope of stubble:

A woman of old wet leaves,

Rush-bands and thatcher’s scollops,

Stoked loosely, her breasts an open-work

Of new straw and harvest bows.

Gazing out past

The shifting hares.

 

Questo al posto di ciò che lascerei

Intrecciato e ramoso

Su un lungo pendio di stoppia:

Una donna dalle vecchie umide foglie,

adornata a caso di nastri di giunchi

e pettini di chi fa tetti di paglia,

i suoi seni un lavoro a traforo

Di paglia nuova e raccolti.

Fissando al di là

delle scaltre lepri.

 

III

I sense the pads

Unfurling under grass and clover:

if I lie with my ear

in this loop of silence

long enough, thigh-bone

And shoulder against the phantom ground,

I expect to pick up

a small drumming

and must not be surprised

in bursting air

to find myself snared, swinging

an ear-ring of sharp wire.

 

Percepisco le impronte

Dispiegarsi sotto erba e trifoglio:

Se giaccio con il mio orecchio

In questa spirale di silenzio

Lunga a sufficienza, femore

E spalla contro il terreno fantasma,

mi aspetto di cogliere

un sommesso suono di tamburo

e non devo essere sorpreso

nell’aria che scoppia

di ritrovarmi in trappola, oscillando

un orecchino di tagliente filo metallico.

 

NOTE ALLA TRADUZIONE (traduzione di Valentina Fera)
Partendo dal presupposto che non disponiamo di traduzioni italiane di questa poesia, il nostro intento è quello di tentare di trovare delle valide alternative di traduzione. Fin dal primo verso incontriamo l’espressione “perch by perch”. Il termine “perch” può indicare i posatoi nelle gabbiette per uccelli, che essi utilizzano per stare appollaiati o per saltellare da una parte all’altra, e può significare anche pertica. Quest’ultima è un’unità di misura lineare pari a cinque iarde. L’idea espressa dal poeta è quindi quella di uno spostamento compiuto ad intervalli, che abbiamo tradotto “passo per passo”.
Nel tradurre la prima strofa, ci siamo soffermati anche sull’espressione “I composed habits”, che abbiamo scelto di tradurre con  “diventai così avvezzo” perché non indica semplicemente abituarsi ad un luogo ma racchiude un legame più intenso. Infatti, il verbo “to compose” generalmente viene utilizzato nel caso di un musicista che compone una melodia, mentre il termine “habit” significa sia “abitudine” che “abito”, è come se il poeta si cucisse addosso i campi che lo circondano diventando un tutt’uno con la terra.
 Nella seconda strofa, incontriamo il termine “scollops” che è ambiguo. Esso può indicare la capasanta (mollusco dotato di conchiglia presente sulle coste irlandesi) ma anche un pettine, inteso sia come oggetto di corno, osso o legno utilizzato per tenere fermi i capelli, sia come organo del telaio dotato di un riquadro di fitte stecche parallele tra cui passano i fili dell’ordito.
 Si è scelto di tradurre con “pettine” sfruttando entrambi i significati, quello legato alla tessitura, perché nel verso successivo i seni della terra sono descritti come un lavoro a traforo, e quello di ornamento per i capelli, visto che la terra è descritta come una donna adornata con nastri di giunchi.
 La lepri dell’ultimo verso della seconda strofa, sono descritte come “shifting”, cioè astute ma anche veloci nei movimenti e, a nostro avviso, il termine “scaltre” ingloba queste due caratteristiche.

 

 

 

 

About the Author
Sono una "young lady" di 29 anni, ho una laurea magistrale in Lingue e Letterature Straniere, un' abilitazione all'insegnamento della lingua inglese nella scuola secondaria di I e II grado e un master di II livello in Content Management ed Editoria 2.0. Una delle mie più grandi passioni? la terra irlandese, dove ho avuto la fortuna di vivere per alcuni mesi. Unire lo studio e l'insegnamento della lingua inglese, alla mia "Irish soul" e alle competenze acquisite durante il master, mi ha permesso di realizzare questo sito web dedicato al poeta Seamus Heaney e di poterne curare tutti gli aspetti.
  1. Giiuseppe Anti Reply

    Le ultime parole della poesia. Non potrebbe essere “filo spinato”? Grazie

    • admin_website Reply

      Buonasera La traduzione letterale di filo spinato è “Barbed wire” ma in effetti il termine “Sharp” in senso figurato potrebbe essere tradotto con “pungente”… Quindi perché no? Credo che filo spinato possa essere un’ottima alternativa! Grazie mille, altre proposte?

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